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Benvenuto tra i Cavalieri FISAT
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Scritto da SImone Ciucchi
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Mercoledì 07 Dicembre 2011 16:27 |
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Il prezzo della libertà ossia: chi vuole lucrare sulle armi detenute legalmente ?
Ricorriamo a questo comunicato stampa per rispondere pubblicamente alle tantissime domande che ci arrivano ogni giorno:
- Cosa sarà previsto nei regolamenti che dovranno essere approvati entro il 31.12.2011 dal Ministero dell’Interno e dal Ministero della Sanità dopo l’approvazione del Decreto Legislativo 204/2010 ?
- Cosa accadrà ai poligoni privati ?
- Come verrà applicata di fatto l’abolizione del Catalogo ?
Purtroppo non sappiamo rispondervi e, quel che è peggio, non sanno farlo neanche le forze politiche che sino ad oggi ci hanno aiutato (in pratica solo una), nonostante i loro migliori sforzi. È un dato di fatto che mai come oggi un Governo “tecnico” ha avuto tanto mano libera come quello odierno, coperto dal manto delle necessità di salvezza nazionale dalla crisi mondiale. Questo governo, infatti, (e non sono parole nostre ma di coloro che sino a ieri ci hanno aiutato senza se e senza ma) non risponde a nessuno, nemmeno al telefono, e va avanti per la sua strada tipo bulldozer pretendendo solo cambiali in bianco senza dare spiegazioni, ad eccezione di qualche pianto pubblico ministeriale. È chiaro che una situazione del genere avvantaggia in modo incredibile – quanto antidemocratico – coloro che dentro il Ministero ci stanno per diritto divino (i funzionari dell’Area Armi ed Esplosivi) e coloro che ci stanno “in rappresentanza del settore” ossia i membri della Commissione Consultiva, che ritornano ad avere la possibilità di tirare le fila da dietro le quinte godendo di una riservatezza di cui non godevano da anni (ossia dalla nascita di FISAT). Cominciano già le prime avvisaglie, tutt’altro che buone: ci giunge voce concretissima secondo cui UITS conta di assoggettare i poligoni privati prendendosi il compito di verificarne la sicurezza per mezzo della sua Commissione Poligoni (che guarda caso ha avuto tanto spazio e lusinghe sull’ultimo numero di Armi e Tiro). Sarebbe davvero una tragedia perché metterebbe i poligoni privati nelle mani di chi ha interesse a chiuderli per riprendere la propria posizione di monopolio del mercato. Penso che sia ormai un fatto incontestabile che da anni UITS sta cercando di riottenere il monopolio del mercato del tiro con ogni mezzo, prima cercando di far chiudere i poligoni privati (vi rammento la memorabile intervista “Italia Armata” su l’Espresso del segretario UITS Maurizio Leone), poi cercando di mettergli il guinzaglio cercando di far passare obblighi d’iscrizione, obblighi di corsi di ricarica, ora cercando prendersi l’incarico di valutarne la sicurezza (nonostante il fatto che nessuno possa nascondere che gli unici poligoni dove succedono incidenti sono proprio quelli UITS). Abbiamo brutte notizie anche su altri fronti: in forza di una qualche circolare che nessuno ci mostra (ormai si vergognano anche di farcele vedere, tanto sono impresentabili) le Questure di Milano, Verona e Teramo obbligano i cittadini ad andare alle Aziende Sanitarie Locali (sempre più aziende e sempre meno sanitarie) a fare gli esami (niente più ufficiale sanitario) pena respingimento dell’istanza; inutile dire che gli esami che l’ASL pretende sono decine (sangue, psichiatrico, ecc.) e costano salatissimi. Tra le tre brilla (per idiozia) la Questura di Milano un cui funzionario accampa che “fino al 1.1.2011 non rinnoveremo i TAV perché sa, essendo stato abolito il Catalogo sono state abolite le armi sportive per cui non vi servono i TAV).” Anche sapendo che per le nostre Questure feudali i porti armi per tiro a volo sono un metodo per aumentare la criminalità rimane difficile capire come possano interpretare in questo senso una norma che si chiama “decreto sviluppo” ; un simile atteggiamento davvero l’autarchia politica secondo cui qua si fa come dico io e basta. Stiamo scrivendo a quelle Questure e vedremo cosa ci rispondono, speriamo davvero che sia iniziativa di qualche Ispettore e non sia farina dei Questori che altrimenti c'è’ ben poco da sperare se non nella via giudiziaria. Purtroppo questi tempi hanno ricorrenze nella storia; nell’antica Roma, all’incirca nel 450 A.C., i Decemviri furono costretti da una rivolta di popolo a redigere leggi più miti contro i debitori (attualità della storia) e soprattutto metterle per iscritto per ridurre gli abusi dei patrizi; ne scaturirono dodici tavole che furono appese in alto in modo che nessuno riuscisse a leggerle. Pensando alle “care” ASL mi viene anche da fare un’altra domanda sulla “catalogazione” delle armi depotenziate per cui il Banco prende 200 euro e si dice lo faccia anche sulla relazione tecnica che fa per le armi c.d. “ex militari”. Come mai prende 200 euro invece che i 30 per le prove forzate delle armi ? Eppure per le armi aria compressa depotenziate si tratta di sparare un po’ di pallini davanti a un cronografo . Chi ha fatto il prezzo secondo voi ? Il Ministero, il Parlamento o invece il Banco stesso che si trova ad agire in un regime di monopolio come non se ne vedono nelle democrazie europee eccetto, forse, Grecia e Portogallo ? Ancora una volta monopolio e restrizione della libertà che vanno insieme perché l’uno non può esistere senza l’altra.
Tornando ai prossimi regolamenti, se queste cose vi fanno girare le scatole potete cercare di cambiarle scrivendo ai seguenti indirizzi. (consiglio l’invio di lettere su carta):
Consorzio Armieri Bresciani (Italiani) – Via G. Matteotti, 325 - 25063 Gardone V.T. BS -
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Beretta - Via Pietro Beretta, 18 P.O. Box 160 25063 Gardone Val Trompia (BS) – Italia Tel +39.030.8341.1 Fax +39.030.8341399 –
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Fratelli Tanfoglio S.N.C. - Via Valtrompia 39/41 - 25063 Gardone V.T. (BS) – Italy Tel. +39 030.8910623 - Fax. +39 030.8910183 -
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Unione Italia Tiro a Segno Viale Tiziano 70 – 00196 Roma –
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Davide Pedersoli & C. Fabbrica d'armi Via Artigiani, 57 25063 - Gardone Val Trompia Brescia Tel. + 39 030 8915000 Fax +39 030 8911019 -
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Potete avvalervi della lettera prestampata che troverete nella Sezione Dowload.
Può darsi che se ne freghino, perché il 89,6% della produzione la vendono all’estero anche se i soli cacciatori acquistano armi per 3.260.344.347 euro l’anno che pure comodo dovrebbero fargli (vedasi l’ultimo comunicato del Presidente ANPAM sempre sul sito di Armi e Tiro) ma comunque avrete la tranquillità mentale di aver tentato qualcosa. Noi siamo qua e, finché avremo fiato, continueremo a tenervi informati ma ora più che mai abbiamo bisogno del vostro supporto, solo insieme possiamo farcela. Se FISAT dovesse cadere l’unico apporto informativo sarebbero le riviste del settore che non mancherebbero di informarvi puntualmente su quanto siano “bravi” i membri della Commissione nel “preservare” le vostre libertà di cittadini onesti. Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza.
Il Presidente FISAT Simone Ciucchi |
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Scritto da SImone Ciucchi
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Venerdì 18 Novembre 2011 15:54 |
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FISAT ha il piacere di annunciare la nascita di ETERNA VIGILANZA, rivista online ufficiale dell'associazione.
Da oggi gli appassionati di armi e del diritto di possederle in modo legale e responsabile potranno leggere la loro rivista online "Eterna Vigilanza" che sarà scaricabile gratuitamente dal sito www.eternavigilanza.it e dagli altri siti collegati (campagnafisat.it fisat.us cavalierifisat.it)
La rivista nasce dopo che l'associazione FISAT era stata definitivamente bandita dalle riviste cartacee del settore su pressione del solito gruppo di industriali dopo la votazione quantomeo discutibile in merito ai caricatori delle armi simi-militari.
Dopo EXA 2010, infatti gli industriali del settore ottennero di bandire FISAT dall'ultima delle riviste cartacee, credendo così di chiudere la bocca all'unica associazione che si batte davvero per il diritto di possedere armi in modo legale e responsabile che vi informa su come avvengano davvero le cose dietro le quinte, degli accordi sottobanco e dei corridoi ministeriali.
Purtroppo (per loro) non avevano considerato la potenza di Internet. Vi chiediamo quindi lo sforzo di scaricare e stampare la rivista mettendola a disposizione di chi non ha internet in modo che tutti possano essere raggiunti ed informati su come vanno davvero le cose.
E' stato un grandissimo sforzo e non sarebbe stato possibile compierlo senza l'aiuto di alcuni volontari che si sono sobbarcati il duro impregno di fare da redattori, correttori , programmatori.
A loro va il nostro ringraziamento, ognuno di noi, come loro, può fare qualcosa per la libertà comune; mai tanto come adesso ne abbiamo bisogno.
In bocca al lupo, a tutti noi.
Simone Ciucchi - Presidente FISAT |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Novembre 2011 15:57 |
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Domenica 13 Novembre 2011 09:29 |
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Approvata la Legge di stabilità... IL CATALOGO E’ STORIA (TRISTE) DI QUESTO PAESE
FISAT ringrazia il Ministro Roberto CALDEROLI ed i Senatori Sandro MAZZATORTA e Federico BRICOLO per aver avuto il coraggio di prendere le parti dei cittadini onesti inserendo l'emendamento che ha abrogato il catalogo delle armi.
Purtroppo possiamo appena tirare un sospiro di sollievo perché la guerra é tutt’altro che finita.
Pensare che i funzionari ministeriali e burocrati vari si lascino sfilare il potere dal popolo é una pia illusione. Ci saranno certamente una pletora di tentativi di mantenere il potere e continuare quegli abusi che abbiamo visto per quarant’anni; non si contano i casi in cui la catalogazione veniva negata ad uno per essere consentita ad un altro sei mesi (o anche meno) dopo.
Questa situazione non era tollerabile e finalmente la parte potente del settore ha deciso di schierarsi dalla parte della libertà invece che dalla parte di chi voleva opprimerla, come é stato fatto per quarant’anni.
La lotta non é finita, ci aspetta un governo con membri di storica estrazione antiarmi cui i predetti funzionari cercheranno di rivolgersi per riavere il potere perso.
Noi siamo qua, vigileremo e ci batteremo ancora. Intanto per oggi godiamoci un piccolo risultato che é anche merito di tutti coloro che si sono fatti sentire arrivando a far cambiare atteggiamento alla parte potente del settore.
INTANTO UN GRAZIE DI CUORE ALLA LEGA NORD CHE CI HA SEMPRE ASCOLTATO.
E agli appassionati di FISAT diciamo ancora una volta : IL PREZZO DELLA LIBERTA’ E’ L’ETERNA VIGILANZA
Il Direttivo FISAT |
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La Commissione Armi fa retromarcia sui caricatori degli AR15 |
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Scritto da SImone Ciucchi
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Sabato 05 Novembre 2011 15:07 |
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E’ notizia ormai concreta anche se per ora solo verbale: sono alla firma in questi giorni le comunicazioni con la nuova procedura relativa alla catalogazione di black rifles che rimette in sostanza la situazione come stava prima.
Non occorrerà più, infatti, che i caricatori delle armi simil-militari utilizzino agganci diversi da quelli militari per essere catalogate.
Si torna, insomma, al regime precedente , fermo restando l’obbligo del caricatore 5 colpi per “costruzione”.
L’associazione ringrazia tutti i cittadini, siano o meno propri associati, che hanno raccolto l’appello FISAT facendo sentire la propria voce con i membri della commissione facendoli tornare sui propri passi rispetto al voto del marzo scorso.
Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza ed i cittadini lo hanno dimostrato ancora una volta attivandosi contro chi - confidando in un’ombra su cui non può più contare - ha lavorato contro di loro sperando in facili profitti a spese delle loro libertà.
Da oggi tale atteggiamento non sarà più tollerato e chi oserà ancora schierarsi contro la libertà di tutti credendo di proteggere i propri interessi di bottega ne risponderà in prima persona ai cittadini consumatori, non solo italiani ma di tutto il mondo.
E chi ha orecchi per intendere……intenda.....
A prestissimo nuove notizie.
Il Presidente FISAT |
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Caserta: partite le lettere di diffida |
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Scritto da SImone Ciucchi
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Lunedì 31 Ottobre 2011 21:45 |
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FISAT rende noto che il giorno 28 u.s. il proprio servizio legale ha provveduto alla notifica delle lettere di diffida a Questura e Prefettura relative al divieto di acquisto di armi corte con il porto armi TAV e caccia.
Nel “feudo” di Caserta, infatti, una circolare del Questore sentito il Comitato Provinciale, vieta ai possessori di porto armi di acquistare armi corte senza nulla osta.
Avrebbero dovuto pensarci le associazioni tradizionali degli armieri ma ci stiamo pensando noi; anzi, cittadini come Voi che si sono stufati di questa situazione ed hanno formato un comitato locale per risolvere le minacce locali al loro diritto di possedere armi in modo legale e responsabile. 30 Giorni di tempo per rimettere a posto le cose poi, senza altro avviso, partirà la class action.
Un comitato locale in ogni paese d'Italia per far sentire anche la vostra voce. |
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Segnalazione per il mondo del softair |
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Scritto da SImone Ciucchi
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Sabato 01 Ottobre 2011 17:12 |
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FISAT informa che personale della Polizia di Stato della Questura di Milano e di Torino sta effettuando controlli presso negozi di softair di quelle aree al fine di sequestrare repliche softair che presentino accessori privi della coloratura rossa.
Secondo quanto potuto acquisire il personale si muoverebbe a seguito di una circolare del Ministero dell’Interno del Maggio 2011 che stabilisce che la voltata degli accessori (silenziatori) debba essere colorata in rosso quando questi siano forniti nella stessa scatola della replica.
Allo stato attuale, premesso che:
• non è stato possibile ritrovare nel dettato legislativo quanto preteso dall’interpretazione estensiva dalla PS (oltretutto in considerazione del fatto che della recente approvazione del DLGS 204/2010 che specifica tale obbligo solo per le canne delle repliche)
• è in atto un ricorso giudiziario avverso l’operato della PS volto a ristabilire la corretta applicazione della Legge.
FISAT consiglia per il momento di ricolorare gli accessori delle repliche in colore rosso al fine di prevenire denunce e sequestri. Auspichiamo che il settore sia disposto ad associarsi al fine vincere queste nuove pretese securitarie prive di reale utilità nella lotta alla criminalità, valutando di richiedere in danni ai procedenti a seguito di eventuale vittoria in Tribunale.
Di seguito la corretta coloratura secondo le Questure:

Il Presidente di FISAT – Simone Ciucchi

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Scritto da SImone Ciucchi
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Venerdì 09 Settembre 2011 14:05 |
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E’ Settembre inoltrato e si riparte. Purtroppo non ci sono buone notizie. E’ infatti stato varato il “Decreto 9 agosto 2011 Modificazioni agli allegati A, B e C al regolamento per l'esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza..” che si occupa oltre che di esplosivi “tradizionali” di inneschi. Secondo il testo modificato i manufatti della V categoria gruppo E non possono essere più detenuti in quantitativo illimitato ma nei limiti seguenti :
In tali locali possono essere detenuti e venduti capsule innescate in un quantitativo massimo di n. 25.000 e bossoli innescati fino a un quantitativo massimo di n. 50.000, approvvigionati e conservati nelle confezioni originali e commercializzati nella confezione originale minima. Negli esercizi abilitati al caricamento delle cartucce il limite massimo delle capsule innescate e dei bossoli innescati e' stabilito in n. 50.000 per ciascuno, fermo restando il limite di cui al precedente capoverso per i locali in cui e' consentito l'accesso al pubblico.
Avete letto bene; 25.000 inneschi e 50.000 bossoli innescati, rimanendo da capire se i 50.000 bossoli innescati saranno sostituibili con 50.000 inneschi in modo da portare il totale a 75.000. Già prevedo che prima ci diranno di no poi se sapremo insistere, anche con la politica (ossia con quelli che abbiamo mandato al seggio noi ivi compreso il Ministero Maroni), diranno di si come è logico che sia (logica vuole che i bossoli innescati non siano più pericolosi dei soli inneschi). Intanto val la pena di precisare che a nostro avviso il Ministero non poteva regolare la materia degli inneschi; la Direttiva Europea 2007/23/CE recepita con D.L. 4 Aprile 2010 nr. 58 dice all’art 2 c.2 punto F che le disposizioni non si applicano “…alle munizioni, ai proiettili, alle cariche propulsive nonché alle munizioni a salve…”. Ora visto che non possono occuparsi di munizioni a salve (che usano inneschi uguali a quelli delle munizioni vere) non si capisce come potessero occuparsi di inneschi che erano già regolamentati da norme specifiche; le munizioni e le parti che le compongono sono regolate da norme specifiche che devono essere approvate e varate con norme specifiche ma la triade ministeriale Manganelli-Porzio-Paravati si era legata al dito l’occasione perduta del DLgs 204/2010 (ossia il tentativo di sottoporre la ricarica a licenza del Questore, poi sventato dalla Campagna di lettere FISAT recepita dalla Lega che l’ha bloccata) ed appena ha potuto ha cercato di pareggiare i conti. E’ chiaro che quando si perde si cerca di vincere sgambettando e questa è stata l’occasione buona per i ministeriali per prendersi una rivincita morale in considerazione del fatto che i la versione originale di inneschi ne consentiva solo 8000; FISAT aveva già lanciato l’allarme ad Aprile 2011 quando subito dopo l’EXA aveva detto “Il ministero ci riprova con gli inneschi. Sapevamo che la cosa era in discussione in Commissione ma non avendo più notizie a causa del muro del silenzio dei membri non osammo lanciare la campagna di lettere (la Commissione tiene ai propri segreti e solo talvolta riusciamo a carpirne qualcuno). Giova ora fare qualche considerazione: le riviste del settore hanno attaccato FISAT come non mai in questi ultimi mesi; Armi Magazine lo fa da sempre sia pur senza nominarci in modo da poter tenere i proverbiali piedi in due scarpe, ci fa dispiace che lo faccia il Direttore Vallini di Armi e Tiro che sul suo editoriale “Il muro del Fango” ci paragona agli antiarmi per aver detto e scritto ciò che fino a due mesi fa scrivevamo sul suo giornale; ossia aver raccontato ciò che succede in Commissione e che non si spiega in nessun altro modo se non con abboccamenti tra i ministeriali e quelli che in rappresentanza del settore dovrebbero fargli da contraltare. Non si spiega in altro modo il muro del segreto che che si erge in modo regolare su provvedimenti in studio da mesi che non avrebbero modo di passare se conosciuti dal settore – che potrebbe attivarsi regolarmente se avvisato per tempo dai propri rappresentanti - prima dell’approvazione definitiva. E’ così difficile immaginare che se il settore avesse saputo per tempo e con certezza dell’approvazione di queste modifiche avrebbe lanciato una campagna di lettere come quella della Legge 204/2010, tale da attivare parlamentari e ministri della Lega che costringessero il Ministro Maroni a rileggere il provvedimento prima di firmarlo, specie in questi tempi in cui l’immagine della maggioranza è quanto mai annebbiata ? Ce l’avremmo fatta per certo sarebbe bastato saperlo ma chi era in Commissione a rappresentarci ancora una volta si è guardato bene dal farlo e ciò è chiarissimo ai lettori ed agli appassionati (ed ai funzionari ministeriali che vincolano i membri della Commissione ad un silenzio illegale minacciandoli di chissà quali ritorsioni). E non pare essere chiaro neanche ai Direttori di Armi e Tiro e Armi Magazine che nel far loro, riga per riga alla perfezione, le difese dei presidenti delle Associazioni presenti in Commissione (FISAT usa verbali parziali, il verbale integrale ve lo faremo vedere, hanno sbagliato ad interpretare) non chiariscono come mai nessuno della Commissione senta mai il dovere di avvisare per tempo il settore (che rappresenta) o almeno i propri iscritti ma sappia solo fare lamentazioni di facciata a norma ormai approvata. Noi avremo anche sbagliato ad interpretare i verbali, ci avvarremo di verbali parziali (forse un giorno ci mostreranno ”l’integrale” ammesso che esista, ma poi il Ministero deve giustificarci chiarendo come non lo dette ai legali di FISAT in sede di accesso agli atti) ma dobbiamo riuscire ad abbattere il muro del silenzio a qualunque costo. Vorrei avere un euro per ognuno di coloro che si sono avvicinati a FISAT suggerendo, col fare del cospiratore e prendendola da lontano, di trovare un accordo con le altre associazioni. Purtroppo non sarà possibile trovarlo finché le associazioni e le aziende che sono in Commissione manterranno in piedi il muro del silenzio. Provate a spiegarglielo voi se ne avete tempo e voglia. Intanto sapete come regolarvi col portafogli. La lotta continua e riparte dall’altro lato dell’oceano ove al Convegno mondiale di Second Amendment Foundation di Chicago cercheremo di spiegare come stanno andando davvero le cose in questa terra medievale. Speriamo anche nel loro aiuto per rompere una volta per tutte il muro del silenzio.
Il Presidente FISAT Simone Ciucchi
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ETERNA VIGILANZA - piccolo risultato di FISAT a Genova (anche se come al solito non le danno il merito): |
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Scritto da SImone Ciucchi
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Mercoledì 03 Agosto 2011 17:34 |
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La storia dei porti d’arma di Genova dovreste conoscerla e se non la conoscete ve la diciamo noi.
Ormai svariati anni fa un funzionario della Questura di Genova inventò che per avere il porto armi per tiro a volo si dovesse essere iscritti alla FITAV, un altro funzionario del Ministero (che le trovate antiarmi se le sognava di notte) gli dette ragione ma disse che la richiesta di iscrizione alla FITAV (poi addolcita nell’iscrizione di un campo di tiro a volo) poteva essere richiesta solo in sede di rinnovo.
Manco a dirlo, la cosa ai genovesi stava abbastanza sulle scatole, unici a pagare una tassa che non gli serviva perché il TAV si può usare anche per trasportare armi rigate o a giustificazione della richiesta di carta europea di trasporto armi.
Niente, la Questura non voleva ascoltare e le associazioni “tradizionali” non seppero far di meglio che invitare il funzionario nr. 1 al Convegno legale dell’EXA per fargli dire due sciocchezze (e sembra anche conferirgli una bel rimborso spese), in modo da fortificarlo ancora di più nelle sue ideologie antiarmi.
FISAT scriveva una prima lettera di diffida nell’anno 2009 tanto che la Questura sospendeva la pretesa per ricominciarla in tempi recenti.
In data 27 Luglio 2011 i legali di FISAT scrivevano nuovamente una diffida formale ai sensi della Legge 4 Marzo 2009 nr. 15 alla Questura di Genova e - per l’esercizio dei poteri di vigilanza - al Ministero dell’Interno ed alla Prefettura di Genova riportando i motivi per cui tale pretesa doveva cessare nonché preavvisando una class action per il mese di settembre (di cui i genovesi erano a conoscenza).
In data 3.8.2011 la Questura - sia pure come sempre non riconoscendo le posizioni di FISAT e sottolineando il fatto che il Ministero aveva ravvisato la legalità della posizioni della Questura stessa, che dalla data odierna non avrebbe più richiesto l’iscrizione ai campi di tiro a volo e che avrebbe sollevato da tale obbligo anche i titolari di TAV che lo avessero inserito nel titolo.
FISAT, nel compiacersi con la Questura di Genova per l’esercizio della facoltà di autotutela, desidera ringraziare i volontari genovesi che si sono tanto adoperati per la raccolta delle firme e la divulgazione dell’”operazione Genova”. Questo Paese può essere cambiato con la volontà e la serietà di tutti, senza bisogno di accordi sottobanco e travisamenti di comodo. C’e’ ancora molto lavoro da fare, ad esempio togliere il catalogo, togliere il contingentamento delle cartucce acquistate in armeria parificandolo a quello nei poligoni UITS (che tra l’altro dà loro un illecito vantaggio di mercato, anche se a rilevarlo dovrebbe essere prima di tutto le associazioni degli armieri i cui rappresentanti sembrano più affaccendati in altre cose) e togliere il catalogo che nasceva come una misura per prevenire la detenzione di armi da guerra (allora detenibili) ma é oggi uno strumento di vantaggio di mercato sulla pelle dei cittadini. C’e‘ ancora molto da fare e FISAT lo farà con voi; perché la forza di FISAT siete voi, quando scrivete un’altra email, spedite un’altra fotocopia, chiamate il conoscente politico per parlargli del problema, dite in poligono ed in armeria che si può resistere civilmente anche se a volte vi prendono in giro e vi danno saccentemente degli illusi. E contro di voi, che lavorate uniti, non ci sono forze o interessi di bottega che tengano.
Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza.
Buone ferie a tutti.
Il Direttivo FISAT
Nella Sezione download del sito la lettera della Questura arrivata poche ore fa (perché NOI i documenti li mettiamo online, altro che “riservatezza”.....).... |
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